Sant'Erasmo Festeggiamenti

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 Festeggiamenti religiosi Sant'Erasmo

Ogni anno, il 2 giugno, ricorre la festa di Sant'Erasmo, un evento importante che con la sua atmosfera coinvolge tutti i santermani, e il merito è suo, di Sant'Erasmo, Patrono di Santeramo che un giorno abbastanza lontano passando dalle nostre parti, per un disegno divino prestabilito, lasciò un segno indelebile della Sua presenza e della Sua santità.

Da allora tanti anni sono passati, ma nei cuori dei santermani, anche di quelli sparsi in tutto il mondo, la festa di Sant'Erasmo è da sempre un richiamo forte, un appuntamento irrinunciabile, un momento importante, una data da onorare per giovani e anziani.

Per questa festa, la più grande per Santeramo, ogni cosa deve essere al suo posto, tutto ben curato e organizzato nei minimi particolari, in un mix di spiritualità, in omaggio al Santo e di divertimento anche coinvolgente che nella giusta misura contribuisce a rendere allegra e spensierata l'atmosfera della festa.

E Lui, dalla Cassa Armonica, con la sua austera espressione e con il suo sguardo dolce osserva, partecipa, sembra rendersi conto che tutto vada al suo posto continuando a dispensare ai santermani ogni santa benedizione, ogni protezione.

L'appuntamento con la festa è qualcosa di molto importante perché in essa si esprime la sintesi di un rapporto di affetto tra Lui, Sant'Erasmo, e noi, i suoi protetti, un rapporto di amicizia e di fratellanza dalle radici profonde, sempre vivo e attuale manifestato con rinnovata gratitudine al Santo Patrono della festa che, nato e venuto da una terra lontana, seppe conquistare per sempre il cuore dei santermani di ieri e di oggi ma sicuramente anche di quelli di domani.

La tradizione è appunto questa, un appuntamento per rinnovare la nostra venerazione e la nostra gratitudine al Santo; da parte sua, invece, non vi è bisogno alcuno di riconfermare la sua protezione e le sue premure verso di noi. Sant'Erasmo ci ricambia con la sua Santità e ci gratifica con la sua potente intercessione in uno spirito di bene, in una comunione di intenti, in una solidarietà reciproca, in una intesa che ha come fine la crescita e il radicamento dei valori veri della nostra esistenza.

Per questo fondamentale progetto di alleanza fra noi e Lui, che è tutto proiettato in una dimensione di fede molto alta che guarda al cielo dove risiede la fonte inesauribile di ogni santità e di ogni bene, Sant'Erasmo non può non essere annoverato che al primo libro della storia di questa terra e indicato di generazione in generazione come via sicura, come solido punto di riferimento, come esempio di una esistenza e di un impegno da imitare. 

Per questa occasione il paese si riveste di luci colorate e di particolari addobbi che si concentrano soprattutto nella Chiesa Madre, per il Corso e in Piazza Garibaldi.

L'interno della Chiesa, intitolata al Santo Patrono, è adornato come sempre con lunghi tendaggi vellutati che la rendono ancora più bella.

L'immagine di Sant'Erasmo, quella dorata che viene portata trionfalmente in processione, acquista una bellezza ancora più evidente per il contrasto dei colori con i quali è stata abbellita la sua sposa, la Chiesa.

Ma il più della festa si svolge logicamente all'esterno di essa dove la preparazione dei festeggiamenti assume una dimensione strutturale necessariamente grande per testimoniare l'importanza dell'affetto dei santermani al loro Santo Patrono.

L'artistica illuminazione che addobba via Roma, piazza Garibaldi e via Francesco Netti rappresenta per la festa l'opera più grande.

Migliaia di lampadine pluricolorate e di diversa grandezza e di diversa intensità di luce sembrano messe lì proprio per costruire una galleria dalle pareti ricamate. Non importa la forma che viene data alla decorazione degli archi che uno dopo l'altro scandiscono la struttura portante di quella galleria, in realtà il risultato è sempre lo stesso: uno spettacolo unico ed inimitabile per la predisposizione linearmente geometrica di via Roma. Qualunque sia la forma data alle decorazioni l'artistica illuminazione è sempre d'effetto, affascinante con la sua lucentezza sotto la quale i santermani, uno dopo l'altro come tante formiche, amano passeggiare nelle sere della festa. Una galleria sotto la quale, quasi a sfiorare il tetto, scende il carro portando sulla torretta Lui, Sant'Erasmo, sempre benedicente, acclamato da due ali di folla e accompagnato sul carro da tanti bambini.

La mattinata della festa è caratterizzata interamente dalla processione.

La processione è un momento di testimonianza cristiana, è nata come divulgazione del messaggio divino coinvolgendo l'intero corpo sociale: ciò che il cristiano annunzia viene divulgato attraverso questo camminare sentito, religioso, orante, elevando la lode a Dio.

Una manifestazione esteriore di fede finalizzata alla riscoperta dei valori veri del nostro esistere. E' un modo consolidato di coinvolgimento, è una occasione di evangelizzazione. Preceduta dalla musica della banda la processione non cessa per un solo istante di sfilare fra due ali di folla che devotamente si stringono in segno di affetto e venerazione intorno al Santo Patrono. Le confraternite santermane precedute dal loro stendardo e contraddistinte dal diverso colore dei morsetti, precedono al loro volta il sindaco della città e le altre autorità cittadine, civili, religiose e militari e tutte insieme precedono l'immagine di Sant' Erasmo e di San Francesco Saverio Patrono delle Missioni, quest'ultimo accanto a Sant' Erasmo come simbolo di evangelizzazione. L'immagine del Santo Patrono, quella dorata condotta in processione porta con sé le simboliche chiavi della città nella sua mano sempre benedicente.

Nel primo pomeriggio la folla si riunisce in piazza Garibaldi per il tradizionale lancio dei palloni aerostatici. Anche in questa maniera si vuole rendere omaggio al Santo con l'intento di voler comunicare l'amore dei santermani verso Lui agli abitanti del cielo e anche ad altre città più o meno vicine nei pressi delle quali ricadranno i palloni.

E adesso la festa di Sant' Erasmo non consente soste alcune; tanti cercano in mille modi di rendersi utili nell'arricchire folcloristicamente la festa. Ecco il tradizionale organetto ambulante o le tante bancarelle che attirano l'attenzione dei santermani e dei turisti venuti per l'occasione; c'è chi invece la fortuna se la guadagna diversamente, è il caso del madonnaro che per essere gratificato con i pochi spiccioli dei passanti dà in diretta un saggio dalla sua bravura attraverso un adeguato dosaggio dei colori dei suoi gessetti.

Peccato che la sua arte è destinata a durare poco, c'è bisogno di tanto spazio che però non gli è permesso avere soprattutto perché si avvicina l'ora della discesa del carro per i cui preparativi tanti si sono impegnati.

Altra attrazione della festa è la tipica cavalcata.

Numerosi cavalli messi a disposizione dalle varie masserie di Santeramo o dei paesi limitrofi, scendono il Corso portando sul loro dorso cavalieri e dame in abiti d'epoca.

Conclude la cavalcata il carro illuminato e allietato dalla presenza di tanti bambini che per tutta la giornata non hanno fatto altro che aspettare con ansia questo momento. Anche l'immagine del Santo è stata collocata sulla torretta del carro e da lì sembra parlare ai cuori di tutti i santermani rassicurandoli della sua perenne protezione.

Mentre la discesa del carro si avvia alla conclusione la festa non sembra seguire lo stesso corso perché continua ad offrire distrazioni e attrazioni variamente assortite.

Prima del grandioso spettacolo pirotecnico di fine festa, un salto al luna park, da sempre desiderato da grandi e piccoli tutti in cerca di emozioni e distrazioni.

A fine serata un conclusione un meraviglioso spettacolo pirotecnico chiude la festa: la bellezza sfuggente dei fuochi d'artificio, gli effetti luminosi e sonori che si stagliano nell'oscurità del cielo, la viva composizione dei mosaici di luci, le piccole comete incandescenti con la coda di scintille luminose, le colorate figure armoniche dei fuochi magistralmente lanciati in cielo ci fanno tornare in mente le lampadine pluricolorate di quella galleria dalle pareti ricamate, i gessetti colorati dei madonnari, i colori dei morsetti dei confratelli e tutto ciò che in una intera giornata abbiamo gustato e apprezzato.

Gli spettatori della festa fanno ritorno a casa, stanchi ma soddisfatti di aver vissuto una giornata intensa al centro della quale sempre e in ogni istante vi è stato Lui, il nostro Santo Patrono che dalla sua austera impressione e dalla profondità del suo sguardo sembra volerci dire tante cose ma soprattutto sembra volerci consegnare un messaggio e un invito al tempo stesso: "non aspettate un altro anno per ricordarvi di me, il mio affetto verso di voi è perenne, lo sia anche il vostro perché insieme possiamo rendere gloria alla fonte di Giustizia e di Santità che è nei cieli".

Fonte: comitato feste patronali

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