Sant'Erasmo - Cenni storici

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Sant'Erasmo - foto del 1930
 Festa Patronale 1930

Il nostro Protettore Sant’ Erasmo, Vescovo e Martire, subì il martirio durante la decima persecuzione contro i Cristiani che fu ordinata dagli Imperatori Romani Diocleziano e Massimiano.

Verso la fine dell’anno 302 l’Imperatore Diocleziano decise di rimettere in atto il disegno di Nerone, cioè riuscire con un colpo decisivo a sterminare per sempre tutti i Cristiani dalla faccia della terra, e decretò la persecuzione il 23 febbraio 303, la più terribile e sanguinosa di tutte le altre precedenti.

Un editto speciale colpiva i Vescovi e i Sacerdoti ed ordinava di metterli alla tortura e forzarli ad abiurare la fede, pena la morte.

Fu così che migliaia di Cristiani subirono il martirio, ma il sangue dei Cristiani fu seme di nuovi credenti.

Il nostro Protettore Sant’ Erasmo subì il martirio durante la persecuzione di Diocleziano.

Egli nacque nella seconda metà del III secolo nella città di Antiochia, capitale della Siria, prima sede del Cristianesimo; per i suoi grandi meriti, ancora molto giovane, fu eletto Vescovo di una città del Patriarcato di Antiochia, ma non Vescovo di Antiochia come erroneamente affermano alcuni storici.

All’ inizio della persecuzione Sant’ Erasmo si rifugiò nel deserto del monte Libano ed ivi condusse una vita così pura, mortificata e santa che divenne l’ammirazione di tutto il popolo.

Sant’Erasmo, ritornato in città, fu arrestato dai soldati di Diocleziano, fu flagellato e immerso in una caldaia d’acqua bollente da dove per miracolo uscì illeso.

 Sant'Erasmo

Poi fu rinchiuso in carcere ma per un altro miracolo fu liberato da un Angelo; così continuò a predicare il Vangelo convertendo alla fede migliaia di pagani.

Dopo qualche tempo Sant’Erasmo si recò nella città di Sirmio dove ebbe molto a soffrire da parte dell’ Imperatore Massimiano il quale non riuscì a far morire il nostro Santo; da Sirmio passò ad Ocrida, nella Bulgaria, dove con un grande miracolo risuscitò dalla morte il fanciullo Anastagio mentre il cadavere si trasportava al camposanto.

Secondo una prima ipotesi Sant’Erasmo da Ocrida si recò in una piccola isola presso Venezia e lì con una piccola barca attraversò il Mar Adriatico, il Mar Ionio e il Mar Tirreno e approdò a Formia, presso Gaeta.

Secondo un’altra ipotesi Sant’ Erasmo si imbarcò a Durazzo nella Dalmazia.

Però queste due notizie devono ritenersi leggendarie come sono leggendarie altre notizie attribuite al Santo. E’ leggendaria, per esempio, la sviscerazione che a lui si attribuisce, perché tale tortura non fu usata dai Romani ma fu usata dai barbari. La sviscerazione per opera dei barbari fu subita da un altro Sant’ Erasmo, soldato romano di cui ricorre la festa il 10 Maggio.  L’ipotesi più avvalorata è che il nostro Protettore dovette attraversare soltanto il Mar Adriatico sbarcando a Brindisi, da Brindisi attraversando la Via Appia (che passava dalle nostre Matine) si fermò per qualche tempo nei boschi di Santeramo e poi avvisato da un Angelo andò a Formia presso Gaeta dove morì il 2 giugno 303.

 

  Approfondimenti su Sant'Erasmo

fonte: testi vari - biblioteca comunale

Wikipedia - enciclopedia libera

 

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