Lo spietramento

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Un errore lo spietramento o un abuso

Nel libro "La terra di S. Erasmo", stampato nel '69 dall'editrice Adriatica di Bari, l'avv. Vito Tangorra, alla chiosa numero 1, di pagina 12, a proposito delle Murge così scrive: "la parola 'Murge' deriva dal latino 'murex-icis' che significa 'sasso acuto, roccia'. Si tratta quindi di un nome comune, usato per distinguere un territorio con una particolare fisionomia fisica. La parola 'Murge' non ricorre solo nella zona mediana della regione Pugliese, ma anche in molti altri territori dell'Italia Meridionale. Si hanno Murge in Lucania, Campania e Calabria, ma soltanto nella Puglia Centrale l'appellativo 'Murge' può essere uno stato per antonomasia, data la imponenza delle zone rocciose e sassose, oltre che per la vastità della massa continua che la costituisce. Le Murge Pugliesi sono, infatti, una grande zolla calcarea che sporge poche centinaia di metri sul livello del mare e che, pur formata da gruppi collinosi, mantiene nel suo insieme l'aspetto di un altopiano.

Geologicamente le Murge appartengono all'era secondaria, con prevalenza di calcari del cretaceo superiore, disposti a strati orizzontali o lievemente inclinati, di spessore variabile. Tale massa calcarea, in alcune zone, è ricoperta da un'arenaria pliocenica, nota sotto il nome di 'tufo' (sono infatti numerose nel territorio di Santeramo le tufare o cave di tufi) ed in alcuni tratti da terreni pleistocenici sabbiosi ed argillosi".

Stratificatesi su balze collinose, dalla solida roccia sottostante, affiorano al suolo, in svariate forme e dimensioni, e da lontano, se non fosse per il loro tipico colore grigio, sembrano davvero come tante disseminate spugne fossili... raffiguranti il nostro circondario ambientale, la orografia locale specifica, su cui prende vita un micro e macro cosmo floro-faunistico, ennesima meraviglia della natura... Ma una legge del governo italiano, la numero 54/81, e i "Programmi integrati mediterranei della Cee", anche queste stanno distruggendo!? Dei novantamila ettari di murge relative all'intero comprensorio, più di trentamila sono state già trasformate da aree naturalmente pascolative quali erano, in superfici seminabili, attraverso la folle pratica del rimacinamento, e così un terzo delle Murge destinate a Parco nazionale è scomparso! E nonostante la Regione Puglia le abbia definite "sito di comunitaria importanza", contemporaneamente continua ad erogare fondi a chi si adopera a tale autorizzato scempio! Senza rendersi conto del danno e che quel 19% imposto come limite massimo di murge da spietrare, è stato di gran lunga superato, perché il 19% di novantamila è diciassettemila ettari, invece si è arrivati a quota trentamila, quasi il doppio.


Fonte:
Giovanni Tangorra "Santeramo Antica"

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