Il Bosco della Gravinella

Scritto da Miky Visite: 3042

Il percorso della Gravinella, è localizzato nella zona sud, sud-est del parco. Prevede una piacevolissima passeggiata nel bosco della Gravinella, fino a giungere alla  grotta del Brigante.

Il toponimo del Bosco deriva dalla sua stessa ubicazione, infatti esso sorge su di una piccola gravina. Il Bosco è circa 4,25 Km distante, in linea d'aria, da Santeramo mentre la sua distanza itineraria è di 4,5 Km; la strada è, infatti, quasi rettilinea. Il Bosco si trova lungo via lazzitiello, in prossimità della Serra Morsara.Per quanto riguarda il componente plastico il bosco è ubicato in una gravina, che ha le pareti alte circa 7m... Iniziate la "discesa" verso il fondo della gravina in prossimità della omonima masseria, dove una vegetazione più rada di lecci vi consentirà una agevole penetrazione nel folto bosco.

Il percorso al suo interno diviene, invece, stretto e scosceso e segue l'andamento del terreno. A circa metà percorso, sulla vostra sinistra individuerete anche una grotta sulla quale si racconta una simpatica leggenda.

Nel Bosco non c'è presenza di idrografia superficiale ne di componenti edilizi. Le tane nel terreno indicano la presenza di talpe, alcune tracce di escrementi vi suggeriranno la presenza di volpi, potrete udire anche il verso del fringuello. Potrete sentire anche l'odore del muschio; non dimenticate di portare un golfino per la presenza costante di una leggera brezza di vento e di un forte tasso di umidità.

L'aspetto più vistoso sarà il componente vegetale: infatti noterete vegetazione erbacea, arborea ed arbustiva. Per quanto riguarda la vegetazione erbacea le erbe più comuni sono: l'euforbia (che è una pianta irritante), i muschi e licheni (che sono, anche, degli indicatori ecologici), i crochi, l'erba ruggine (che serviva una volta come decotto per i calcoli renali), ma anche felci. Per quanto riguarda la vegetazione arbustiva c'è il pungitopo e il biancospino.

Ma l'aspetto più interessante è costituito dai lecci, pianta tipica di questo bosco, ma non del nostro territorio. Il leccio è una pianta polimorfa, cioè le sue foglie possono assumere forma diversa, ed è anche termofila, cioè vive dove c'è calore, ma anche a riparo della roccia che riscaldandosi emana calore. Da noi, questa pianta è una rarità, infatti, la pianta spontanea che vive sul nostro territorio è la roverella (e il fragno).

Il leccio, si è adattato in quell'ambiente, grazie alla formazione di un microclima. Esso consiste nell'incontro di correnti calde provenienti dallo Jonio con quelle fredde provenienti dalla Fossa Bradanica.

Altri fattori di questo habitat sono, la pedologia (terreno povero) e la natura del suolo (calcare) che hanno determinato la formazione della gravina e della grotta al suo interno.

Il nostro percorso si è concluso in prossimità della grotta. Qui siamo poi risaliti, lungo le alte pareti scoscese fino a ritornare al livello naturale del suolo. Camminando per un breve tratto sulla murgia si approda su via lazzitiello che percorrerete in direzione nord fino a ritrovarvi all'altezza della Masseria Gravinella (punto iniziale dell'escursione).

Abbiamo anche sentito parlare di un Parco Letterario dell 'Alta Murgia. Durante le nostre escursioni, i luoghi da noi visitati sono stati fonte di... ispirazione.


Fonte dati: Partecipare

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