Calzolaio

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Attrezzi del calzolaio 

Chiodi a testa quadrata..., chiodi a testa tonda..., chiodi lunghi..., chiodi da tacco..., chiodi senza testa ... sul deschetto del calzolaio.
Il calzolaio intorno agli scarponi metteva i "tacc": erano chiodi che avevano al centro una punta che si conficcava nella suola; intorno ve ne erano altri che abbracciavano sia il bordo superiore che quello inferiore della suola.
Inoltre quest'ultima era trapunta da chiodi con la testa quadrata, "i pundine" e da "vitarelle rizze" che erano zigrinate per evitare di scivolare.
Alla punta della suola e dei tacchi si inchiodavano i "salvapunte" di ferro; il resto del tacco era coperto da chiodi e le tomaie erano in pelle di varie qualità.
La vacchetta era pelle di mucca e serviva per confezionare scarpe di campagna; la pelle di vitello era usata per le scarpe degli sposi e il capretto per quelle dei signori: tutte le scarpe venivano fatte su misura e si prenotavano per la festa patronale.
Ogni individuo possedeva un paio di scarpe e quando si rompevano andava dal ciabattino per farle riparare subito: si sedeva, si sfilava la scarpa e rimaneva col piede poggiato su un cartone in attesa che venisse applicato un pezzo rotondo di suola o la mezza suola. Nello stesso modo si procedeva quando c'era da mettere "u falzette", un angolo del tacco consumato oppure una pezza di pelle alla tomaia.
Il deschetto dei calzolai era sempre pieno di vari attrezzi, fra i quali da ricordare il

 Attrezzi del calzolaio

"piede di porco", arnese di legno a forma di zampa di maiale che serviva per lucidare il bordo esterno della suola e "a sugghie", punteruolo con il manico di legno ed una punta di acciaio per fare i buchi, nei quali si infilava lo spago per le cuciture. La tomaia veniva fissata alla suola "conardegiidde", striscia di suola lasciata ammorbidire in acqua, per segnare la curva della scarpa.
Ogni calzolaio preparava lo spago, servendosi del fuso: quattro fili venivano intrecciati al fuso e uniti con la pece per farli scivolare e all'estremità si metteva una setola di maiale che fungeva da ago.
Ancora oggi, nonostante l'industrializzazione, nei nostri Comuni è ancora possibile vedere alcuni vecchi calzolai lavorare sul loro antico deschetto.

 


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