Suor chiara giannini

Unità d'Aiuto Sorella Chiara 'A Braccia Aperte'

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Chiara Giannini 1707 – 1749

La Storia della Fede, tra i suoi grandi Santi, annovera certamente pure la settecentesca magnifica Chiara Giannini… Nacque in Santeramo il 10 dicembre 1707 e ivi morì l’11 dello stesso mese nel 1749 a soli 42 anni nella casa ove visse, in via S. Leonardo al civico 16… Il suo confessore Padre Tommaso da Cassano, proprio per dare la possibilità ai posteri di ammirare questa bella anima del Signore, decise di scrivere in un libro sebbene alla buona come dice lui medesimo e in sintesi, le meraviglie vissute e ascoltate in prima persona oltre a quelle sentite raccontare dai fedeli: dai suoi familiari ‘contro’, oppressioni psicologiche di ogni tipo, battiture, violenze, trattamenti durissimi, e poi vessazioni continue dei demòni, lacrime… ma nel contempo coraggio, preghiera, fede cieca oltre ogni umano limite, in semplice naturale umiltà che contraddistingue tutti i «santi» che avanti a Dio si dichiarano i più grandi peccatori della terra. «…riconsiderando il suo niente, si chiedeva come mai poteva essere favorita in tal modo, dal Signore dell’Universo…».

Oblata totalmente in Cristo dopo esserne divenuta appena di otto anni sua sposa e quanto ne consegue… da terziaria trascorreva francescanamente i propri giorni, aiutando il prossimo come meglio poteva, tanto da intercedere la più grande grazia mai da tante persone messe insieme ricevuta, e cioè la mancata distruzione di Santeramo attraverso un terribile terremoto… «Coperta dal manto, domando perdono al pari del confessore in questa Terra di S. Eramo, per tutti i suoi peccatori nonostante io tra d’essi son la prima… pietà, misericordia, mio Redentore! Se proprio volete castigate me… Il Signore la risollevò, esaudendo le sue umili preghiere… riversando tale beneficio sugli abitanti di S. Eramo»! Ultimamente (fine giugno 06) ha salvato un giovane padre di famiglia da un pauroso incidente mortale facendolo uscire miracolosamente indenne… e ci aspettiamo altro.
Pur non avendo nessun tipo di istruzione, dal suo cuore scaturirono pensieri che manco il più intellettuale dei teosofi avrebbe potuto mai pensare… «vorrei passare da questa vita all’altra, per giungere agli inferi e posizionarmi avanti alla porta, affinché più nessuno vi entri…», altri potreste andarveli a leggere sul sito www.sorellachiara.org oppure sul relativo libro pubblicato nel 2007 in occasione del trecentesimo anno dalla nascita (1707/2007).
Nel manoscritto del suo predestinato confessore ufficiale e agiografo, Padre Tommaso da Cassano (fortunatamente ritrovato, in tre anni ottimizzato, e a maggio 2004, pubblicato grazie alla generosità di alcuni sensibili sponsor), a pag. 78, tra l’altro, si legge: “…quando poi, veniva svolto l’Ufficio dei Santi Martiri della Fede, essa fortemente piangendo e sospirando diceva: Beati voi! Veri Figli di S. Francesco, morti per la Santa Fede. Pure io, darò sangue e vita. Gesù, amor mio, offro tutta me stessa…, in gran impeto di spirito… e prontissima di patire la morte attraverso qualsiasi tormento, e sempre come figlia della Santa Romana Chiesa, e di S. Francesco, senza mai aver bisogno di esempi o veder miracoli, per credere…”. L’Autore, è un fraticello come tanti, in viaggio da un monastero all’altro, dalla voglia però di trascorrere l’ultima parte della propria vita in pace, nel convento del suo paesello d’origine… Il cielo invece decise diversamente, e così nella chiesetta conventuale di S. Rocco in Santeramo, suo malgrado “Vide, per la prima volta, Francesca Chiara… Genuflessa, gli disse: Benvenuto, mio Superiore e Confessore. Le rispose: Dovrò dimorare in S. Eramo, solo quattro mesi, quindi non potrò…” (pag. 53).
Racconta lui stesso, seppur diplomaticamente in terza persona (altra spontanea inaspettata sorprendente genialità narrativa!…), d’essersi ribellato a questa sconosciuta signorina, presentatasi già sin dalla prima volta che lo vide, quale sua futura figlia spirituale e confidente?! Così la prese a male parole (“Donna indegna e scellerata… maga o strega, ingannatrice…”), e per oltre mezzora… “Poi, stanco, tacque, senza replica da parte di Francesca Chiara, inginocchiata ai suoi piedi, che lo osservava, sorridendo…” (pag. 53): sommessamente confermò tutto, anzi aggiunse esser molto peggio, però caso mai avesse rifiutato, il Signore lo avrebbe punito. Subito “cominciò a sudar freddo…”, e all’istante, stabilì un appuntamento per l’indomani al confessionale… e da allora, per undici alterni anni (dal 1735 alla fine), come poté, le stette vicino, ascoltandola, infondendole coraggio nella sua grande oblata sofferenza, raccogliendo le sue molte versate lacrime… guidandola tra i tesi labirintici  sentieri interni della sua stupenda ‘santa’ a-tutta-prova anima…
Questa meravigliosa unica irripetibile personale esperienza, gli fu tanto dirompente, da non poterla proprio più contenere in sé, e così, il 26 luglio del l746 -tre anni prima del trapasso dell’eccelsa francescana- iniziò a scriverla…
Nonostante poco letterato, vergò pagine piene di altissima semplicità teologica ed autentica mistica evangelica… specificando sin dal Titolo dell’Opera, “brevemente e rozzamente scritta”… Il narrare la vita di Francesca Chiara Giannini, da parte mia, attuale Confessore, Padre Tommaso da Cassano, in questo volume, è solo una sintesi… (pag. 52), …e non trovo adeguati termini, per poterla realmente descrivere! (pag. 56), Quanti travagli! Se volessi raccontarli tutti… (pag. 50).
I seguenti quesiti, riveleranno una consapevolezza intellettuale di reali e ampie vedute… Le pene di questa vera Sposa del Nazareno, chi mai potrà dire quanto grandi? (pag. 16), Quale penna sarà in grado di scrivere, del timore e lacrime, di Chiara Maria? (pag. 21).
Gli spiriti immondi, molestavano pure i vari succedutisi confessori…: verso uno meglio non identificato, Esorcista su dispensa ricevuta dall’Arcivescovo di Bari Don Muzio Gaeta, mentre scendeva al coro di basso per pregare, Francesca Chiara li udì borbottare: Arriva il pelato! Lo storpio di mani e piedi! [pativa di artrite deformante] Siano maledetti i suoi morti, e quelli di tutti i frati del convento, e di chi ce lo ha mandato! Si possa rompere l’osso del collo, cadendo dalle scale! (pag. 44)… Questi fu testimone di uno dei suoi tanti rapimenti mistici: “Luglio 1742, ore 23.00, i frati al refettorio… Il Confessore, malato di gotta, a piedi e mani, e dolori colici, al Tabernacolo… Padre caro, vorrei ricevere Gesù. Rimanendo alquanto indeciso, le disse: E’ qui lo Sposo Sacramentato, a vostro amore. Nell’udir ciò, un gran sospiro… Amato mio bene… Aprendo le braccia, fu rapita in estasi, e venne sollevata da terra, di quasi tre palmi [circa 80 cm]…” (pag. 45).
La sua abitazione in Via S. Leonardo al civico 16… “salire e scendere la scala collegante la sua cameretta, al livello superiore”, dove “i diavoli, facevano dei rumori grandissimi… come branco di cavalli e grossi maiali, tumultuosi, bizzarri e in corsa, sempre a nitrire e grugnire” (pag. 33), oppure “gran clamori di popolo, trombe e tamburi… urla e grida spaventosi” (pag.43), od entrare nella stanzetta in cui una notte “ciurme di demòni, in gran strepitìo, con ferri e catene, la battevano…” (pag. 34),  dire che siam stati presi da sacro timore è poco…
In fondo alla sudddetta scala, sul muro affianco al suo “semplice camerino” (pag.73), adesso è appeso un quadretto con la propria indicativa immagine e dicitura Sorella Chiara  - Santeramo  (1707-1749)  - Terziaria Francescana  -  Sposa di Cristo e il celeste connubio avvenne così: “La Vergine Santissima, in tanta maestà e gloria, un giorno le apparve, assieme al Divin Bambino, di età pari alla sua, circa otto anni… Mirandola fuori di sé, disse: Chiara Maria, di questo mio Figlio, trovasi bellezza uguale al mondo? Volete accettarlo a Sposo? Rispose: Signora mia, essendo Lui stesso la Bellezza, e io, la Bruttezza, non vorrà mai… Replicò, Se accetterete, pure Lui… e il Signore le prese la mano, realizzando così il matrimonio, abbracciandola da Sposa, benedetta da Maria” (pag. 13)…      
“Santa Francesca Chiara Giannini”… nonostante essa sentivasi tutt’altra persona: “Lo spirito infernale, adottò nuove armi, tentandola nella vanagloria… poteva ritenersi di aver raggiunto, un’alta perfezione. Poi la stima grande del Confessore… e degli abitanti di S. Eramo che, oramai, la veneravano a santa… rigettando energicamente il tutto…: Bugiardo e ingannatore! Io santa? Sono la prima peccatrice del mondo!” (pag. 49)…               
Quella casa visitata dalla Divina Onnipotenza (condivisa assieme a due fratelli e sorelle, il genitore e poi la seconda madre acquisita per le seconde nozze del padre, avente pure due figli, cioè un nucleo familiare di nove persone), era ormai divenuta campo di battaglia per molti spiriti infernal… (le fecero quanto di più malefico possibile e inimmaginabile, visioni spaventose “sotto forme orribili, di serpente, fiera, animale mostruoso…” (pag. 47), vessazioni, minacce, tentazioni, insulti, bestemmie, violenze, percosse… anche da parte del reso avverso genitore, con in più i sistematici maltrattamenti di quasi tutti gli altri…), però pure ambienti in cui lo Sposo
Sorella Chiara Olio su tela 50x50 di Amatore DitullioDivino si manifestò… dandole assenso dal crocifisso tenuto in stanza movendo il capo (pag. 21), o per mezzo di S. Francesco, apparsole con l’intera Corte Celeste o in un Trono Maestoso (pagg. 43-44)… o della Madonna, e l’apoteosi… “mentre sola nella cameretta… le riapparì Gesù… dal suo costato emanò un saettante raggio verso mani, piedi, e fianco”(pag. 57), le Sacre Stigmate…
Grande tra i grandi, tanto da essere indicata nel libro di Padre Tommaso da Cassano (una delle sue undici guide spirituali, ma Confessore per eccellenza, nonché suo unico biografo), “di S. Giovanni della Croce”. Lo spagnolo S. Giovanni della Croce (1542-1591), fondatore dei Carmelitani Scalzi, oltre a essere Dottore della Chiesa, è ritenuto uno dei più eccelsi mistici mai esistiti, dagli splendidi “Insegnamenti”, il suo motto era: “Chi fugge l’orazione, fugge tutto ciò che è buono”! A lui han fatto capo, le giovani francesi Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897) e la Beata Elisabetta della Trinità (1880-1906,), la tedesca Edith Stein (1891-1942), ‘conversa’ e definitrice della Riforma del Carmelo, e prima di essi, la nostra eminente fulgida Chiara… proprio come la indica il nome, anche per questo, il religioso suo agiografo, nel proprio volume, scrisse: “Difficilmente, si troverà alcuno, a cui paragonarla…” (pag. 24).
 

Sorella Chiara Olio su tela 50 x 50 di Amatore Ditullio
 
 
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