Paradiso Bartolomeo: Biografia

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 Bartolomeo Paradiso a Vienna, foto del 1906
 Bartolomeo Paradiso a Vienna, foto del 1906

Bartolomeo Paradiso (1878 – 1971)

Eccelso ritrattista, pittore, scultore, uomo di fede politica socialista, nacque a Santeramo il 18 agosto del 1878, da povera famiglia. Quest’ultima con il trasferimento dall’umile originaria abitazione ad un’altra un po’ più spaziosa ubicata di fronte al Palazzo Netti in Via S. Eligio, segnò il destino dell’artista, poiché quell’adolescente così abile nel disegno, fu subito notato dai dirimpettai tanto da indurre quella Famiglia (nella persona di Luigi, fratello del grande Francesco) a sostenere assieme al Comune le spese per farlo studiare nello studio di Michele Galiani in Bari sino al diploma all’Istituto Belle Arti di Roma, nel 1899.
L’anno successivo è già protagonista di una sua personale a Bari, poi è alla mostra  internazionale al Palazzo delle Esposizioni di Roma per ben tre edizioni(1902-4), avendo nel frattempo maturata l’idea di andarsene a Vienna, come accadrà, trovando lì moglie, Theresia Ruck, immortalata nel ’41 in uno stupendo dipinto… Dall’Austria dove ha lavorato alacremente (sempre ritratti, mostre personali, ecc.) passa a Spalato,  Zara, Bari, di nuovo a Vienna, raggiungendo nel ’10 l’America, New York, in cui vivrà due anni di forti fermenti umani e artistici, che lo porteranno a ricordare il grande Francesco Netti in quel luogo tramite un’associazione avente pure intenti benefici.
Tornato in Puglia, ancora esposizioni, sino all’esperienza politico-amministrativa nel 1920 al Comune, come consigliere socialista/assessore all’anagrafe/vice-sindaco, terminata con l’avvento del fascismo, che il 30 aprile del 1937 gli aizzò contro i suoi squadristi dell’OVRA in una violenta spedizione vendicativa, facendo loro distruggere tutti i suoi quadri!  
Periodi di crisi economiche l’accompagneranno a periodi alterni, sempre pieni comunque di lavoro pittorico a tutto campo pur nelle tecniche impiegate (soprattutto ad olio e a spatola), sino a tarda età.  
Le sue opere cosiddette ‘minori’ sono scorci di paese, processioni religiose, paesaggi, marine, ambientazioni rurali e di queste ultime ne elenchiamo alcuni titoli (il ‘nettiano’) “Le spigolatrici” (1909) (Pinacoteca Provinciale), “L’aratro” (1928), “Le biche” (1928) (Pinacoteca Provinciale), il calore dell’agape nel “Desco Campagnolo” (1932) o la disperazione de “Lo sfratto” (1932).   
Come scultore, ricordiamo il bel medaglione lavorato su marmo con l’effigie in profilo della genitrice Carolina Tangorra, posto sulla sua epigrafe cimiteriale.    
Tra i suoi famosi ed insuperabili ritratti, quello dell’arcivescovo di Zara, di Papa Pio XII, Togliatti, Francesco Netti (carboncino), del Re Umberto I° e Regina Margherita eseguiti magistralmente al principio della carriera intrapresa, su commissione del Comune per ornare la Sala Consiliare e poi misteriosamente scomparsi. Altri fuori catalogo, restano custoditi gelosamente in ubicazioni ignote, come l’immagine del Cristo della Veronica (1901) dal filatterio “Respice in faciem Christi tui”, ossia “Guarda negli occhi il tuo Signore”… Esiste anche un Christus Isaia, 16 x 23, olio su cartone, dedicato a Don Filippo Casamassima, (“in ricordo della mia abiura. Bari, 28 Dicembre, 1960”), il sacerdote che raccolse la sua cristiana conversione… Undici anni dopo, l’8 aprile, alla veneranda età di novantatre anni, morì a Bisceglie,e fu sepolto nel cimitero di Cassano. Sulla lapide, un’infelice generica frase: “artista pugliese”. Sì, ma di Santeramo!
Sperando i suoi gloriosi resti, non seguano la famosa sentenza foscoliana, “ingrata patria, non avrai le mie ossa”… e  presto ritornino alla natìa terra, con i dovuti onori.
Per la sua mirabile arte nel saper dipingere gli umani volti, assieme a Francesco Netti rappresenta il massimo della cultura pittorica locale ’800-’900 esportata ovunque ad altissimi livelli.

Fonte dati via e-mail A cura di Santeramo Antica

 

 

 

1878-1893 - Nasce a Santeramo in Colle il 18 agosto del 1878 da Francesco e Carolina Tangorra nella casa in via S. Lucia n. 8. In tenera età perde il padre, morto per un incidente sul lavoro. Dimostra una precoce disposizione al disegno e grazie al sostegno di Luigi Netti, fratello del pittore Francesco, entra nello studio del pittore barese Michele Galiani.

1894-1899 - Nel 1894 decide di recarsi a Roma. Privo di danaro, dopo aver vagato per diversi giorni e dormito all' addiaccio, è ammesso alla scuola libera del nudo. Grazie anche al sostegno economico di Luigi Netti può concludere gli studi all'Istituto di Belle Arti.

1900-1909 - Inaugura a Bari nel 1900 la sua prima personale. L'anno successivo partecipa all'Esposizione Internazionale al Palazzo delle Esposizioni di Roma (sarà presente anche nelle edizioni del 1902 - 1903 - 1904) presentando il dipinto Cristo della Veronica. Intanto matura l'idea di trasferirsi a Vienna Qui, nel 1902, partecipa alla rivolta degli studenti che reclamano l'Università italiana a Trieste rimanendo gravemente ferito. Conosce Teresa Ruck che diventerà sua moglie. A Vienna, nel 1906, nasce la figlia Iolanda. Esegue numerosi ritratti. Nel 1906 tiene due personali, una a Módling, vicino Vienna, e l'altra a Czernowitz; nel 1907 a Spalato e a Zara; nel 1908 a Bari e Vienna. Nel 1909, profondamente colpito dal terremoto di Reggio e Messina, organizza a Vienna una mostra a beneficio dei superstiti, con il protettorato dell'Arciduca Rainer e con l' intervento dell' Ambasciatore d' Italia. 

1910-1918 - Lascia Vienna e nel 1910 si trasferisce a New York dove resta per due anni promuovendo, tra l'altro, il circolo culturale dedicato al grande pittore santermano Francesco Netti. Si concede un paio di viaggi nella natìa Santeramo per riabbracciare la famiglia.  Nel 1912 nasce il figlio Hero. Nello  stesso anno decide di ritornare in Puglia.  Nel 1914 espone allo Skating Tennis  Club di Bari. Allo scoppio della guerra è arruolato come caporale della Croce  Rossa Italiana; realizza per questa istituzione l'opera La crocerossina, riprodotta su cartolina. Nel 1917 partecipa alla Prima Mostra d'Arte  Pugliese. Nel 1918 nasce la figlia Alma.  

1919-1925 - Al ritorno dalla guerra è profondamente colpito dalla stato di miseria in cui versano i contadini e si impegna nel partito socialista per il riscatto delle masse lavoratrici. Alle elezioni amministrative del 1920 è eletto consigliere comunale socialista; sarà Assessore allo Stato Civile e Vice Sindaco. Il Consiglio Comunale lo nomina anche presidente della Congregazione di Carità ed è in tale veste che sporge denuncia quando scopre che la parte in denaro del patrimonio, ammontante a circa un milione, che il dott. Giuseppe Simone, deceduto il 18 dicembre 1921, aveva lasciato in eredità alla Congregazione di Carità, è sparita dalla cassaforte dove invece si trovano solo 37 lire di bronzo. Durante l'indagine vengono arrestati la domestica del Simone e tre suoi nipoti. Con l'avvento del Fascismo termina la sua esperienza amministrativa. Nel 1922 e nel 1924 partecipa alla III e IV Mostra d'Arte Pugliese.  Nel 1924 aderisce al comitato antifascista costituitosi a Santeramo. Nel 1925 presenta al Circolo Artistico di Bari una mostra dal titolo Le nostre Murge.

1926-1931 - Esposizione nel 1926 al Circolo Artistico di Bari, insieme con il figlio 14enne Hero. Allo stesso Circolo, a Palazzo Fizzarotti, i due Paradiso esporranno anche nel 1928: Mostra didattica del giovane pittore Hero Paradiso con annessa sala del pittore Bartolomeo Paradiso. Si  tratta di 66 opere, tra cui SpigolatriciLe biche, Lo spaccapietre. Reduce dalle patrie ...campagne, Omnia mecum porto, Il cafone.  Partecipa alla Mostra del Grano di Roma nel 1927 dove il suo dipinto viene rubato. Nel 1930 è presente alla I° Mostra Regionale del Sindacato Belle Arti di Puglia.

1932-1936 - Partecipazione, nel 1932, alla XVIII Biennale di Venezia con l'opera Desco campagnolo. La stessa opera sarà esposta nel maggio del 1933 al Grand Hotel Miramare di Bari, insieme ad altri dipinti importanti tra cui Lo Sfratto, Semplicità rustica, Dopo il lavoro, Contadino. Anche questa volta espone insieme con Hero che presenta 29 opere. A giugno si inaugura un'altra mostra al Circolo Sociale del Littorio di Matera; Bartolomeo espone 9 opere, Hero 42.

1937-1938 - del comune di Zara e della Provincia.

1939-1946 - Nel febbraio 1939 lascia Zara e si trasferisce per un brevissimo periodo a Como dove dipinge il ritratto di papa Pio XII per conto del vescovo di Como. Il 23 marzo si stabilisce a Roma. Il primo giugno viene raggiunto dal figlio Hero. Nel periodo romano esegue molti quadri, ritratti e paesaggi, per far fronte alle difficoltà economiche che lo perseguitano. Nel 1945 è chiamato dal Partito Comunista Italiano a realizzare alcuni ritratti di Togliatti. Il 3 maggio 1946 inizia a Bari il processo intentato da Bartolomeo per l'aggressione subita nel '37; processo conclusosi con l' assoluzione degli aggressori. Nello stesso anno comincia la collaborazione con l'Istituto Centrale di Restauro a Roma che viene interrotta dopo alcuni mesi per motivi politici.

1947 - II 12 gennaio il figlio Hero parte per il Brasile. Il primo febbraio muore Teresa Ruck.

1954 - Si stabilisce a Santeramo dove rimane per cinque anni.

1956 - "Senza squilli di tromba" ritorna ad esporre, quasi ottantenne, a Roma nella Galleria d'Arte del Palazzo delle Esposizioni presentando una quarantina di piccoli quadri.

1971 - L'8 aprile muore a Bisceglie.

 

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