Di Leone Francesco Alberto

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Alberto DileoneCommendatore, poeta, scrittore, professore e "Cantore eccelso della nostra Terra ’’ .

Se, in compagnia di Alberto, noi volessimo fare proprio un viaggio dei suoi ricordi e momenti di vita anche dei tempi lontani, lui sicuramente inizierebbe cosi:
"Io nacqui a Santeramo in Colle proprio nella notte della vigilia di Natale del 1918, cioè quell'anno speciale, perchè era appena finito in quei giorni il conflitto della Prima Guerra Mondiale 1915-1918, guerra che molti lutti aveva arrecato a tante famiglie italiane e di Santeramo, ricordando con dolore che il primo coduto sul fronte del Carso fu proprio mio zio Vincenzo Volpe. Pertanto, quella notte del 24 dicembre 1918 erano tutti a veglia ad attendere la nascita del Bambino Gesu, ben raccolti in preghiera e tanta fede, per ringraziare il Bambinello, della tanto auspicata Pace.
Quindi, il canto del "Tu scendi dalle stelle, o Re del Cielo", non fu mai desiderato come quella volta. Arrivarono pure i montanari della Lucania ad accompagnarci con il suono dei pifferi e zampogne, come poi mi raccontava la mia cora mamma Utilia Capozzi, e, che io venni alla luce, alle 23:30 di quella notte.
Ma il mio caro papà Rocco, com‘era consuetudine di quel tempo, comunicò la mia nascita al Municipio solo dopo pochi giorni e cioè il 1° Gennaio 1919, giorno di Capodanno, dandomi il nome di francesco Alberto Natalino Vittorio.
Ebbi un'infanzia comune a tutti i ragazzi dell'epoca, malnutriti, malvestiti, con occasioni culturali a dir poco zero. Dall'età di 7 anni fui garzone e poi collaboratore di mio fratello Pietro, titolare di una barberia. Non mancarono, per fortuna, due angeli custodi: Roccangelo Paradiso (agrimensore) e Alfredo Postacchini (insegnante) e, più tardi, il Generale Pilota Felice Torelli.
Il 23 novembre 1940 volli emigrare nel Nord Italia, a Stradella (Pavia) e, poi ancora, il 23 settembre 1963 volli cambiare destinazione andando a Modena, dove fui raggiunto  dalla mia carissima moglie Anna Olivieri e dai figli Utilia, Rocco e Giovanni. Figli, per i quali a motivo di studio, imposero e facilitarono il trasferimento. Dal 1974, la famiglia ritornò a Santeramo, perchè mia moglia, vincitrice del concorso a Direttore Didattico, ottenne la sede di Cassano Murge e non di Santeramo, perchè occupata da altro dirigente. Di qui, la mia residenza, sin da allora (1979) fu nel Comune vicinore, dove risiede anche la figlia Utilia".

 

Bibliografia:

Paese Mio

Poesie, anedotti e soprannomi in dialetto santermano - a cura dell'Ass. Pro Loco (1987)

 

Santeramo una volta

Testimonianze... a ccape salve - a cura dell'Ass. Pro Loco (2003)

 

Fonte dati: L'Eco di Santeramo

sito ufficiale del Comune di Santeramo

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